Parlesia

Parlesia

La lingua segreta della musica napoletana

Valeria Saggese

Prefazione di Gino Castaldo

libro Parlesia, fronte e retro

La parlesia è un gergo carbonaro, segreto, tramandato oralmente e al quale non è possibile attribuire una data precisa di origine, anche se è probabile che risalga addirittura al Medioevo. Adottata dai musicisti ambulanti napoletani – i cosiddetti «posteggiatori» – la parlesia si è trasformata in uno strumento di difesa nei confronti di impresari improvvisati e impostori, per poi venire sdoganata, o meglio legittimata, tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Settanta, grazie alle giovani generazioni di artisti napoletani, che non solo non avevano pregiudizi verso la musica popolare e il nomadismo urbano, ma anzi li guardavano con ammirazione, utilizzando e valorizzando elementi della tradizione.

Giornalista radiofonica e animatrice culturale, Valeria Saggese costruisce un affresco storico-sociale attraverso una narrazione vivace e ricca di aneddoti, affidata anche alle testimonianze dirette di alcuni tra i più grandi protagonisti della musica napoletana: da James Senese a Enzo Gragnaniello, da Eugenio Bennato a Fausta Vetere, passando per Tullio De Piscopo, Gigi D’Alessio e Valentina Stella, per arrivare fino alle nuove leve come Clementino e Gnut, tutti accompagnati sempre dallo spirito guida di Pino Daniele.

Artisti molto diversi tra loro ma accomunati dall’amore e il rispetto per un idioma segreto e in continua evoluzione, capace di offrire rifugio e nello stesso tempo porsi come collante per chi, attraverso la musica, era ed è alla ricerca di una «famiglia».

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